Gas o induzione? La scelta che non sembra una scelta

Armonia degli Spazi

Qualche tempo fa, durante la progettazione della cucina di una coppia, siamo arrivati a una delle domande apparentemente più semplici:

“Piano cottura a gas o induzione?”

La risposta, però, non era affatto semplice.

Lui preferiva il gas.
Lei era orientata verso l’induzione.

Non era una questione di prezzo e nemmeno di prestazioni. Entrambi conoscevano i vantaggi delle due soluzioni.

Il punto era un altro: stavano scegliendo due modi diversi di vivere la cucina.

Lui voleva il fuoco, lei voleva la superficie

Parlando con loro, ho capito che per lui il gas rappresentava il piacere del gesto.

Vedere la fiamma, accenderla, regolarla, sentire di avere un rapporto diretto con il fuoco.

Per lei, invece, l’induzione significava ordine, pulizia visiva, continuità.

Una superficie che, quando non viene utilizzata, quasi scompare all’interno della cucina.

A quel punto ho smesso di chiedermi quale fosse il piano cottura migliore.

Mi sono chiesta piuttosto: come possiamo fare in modo che questa cucina appartenga a entrambi?

Anche il piano cottura racconta il nostro modo di abitare

È una delle cose che amo di più del progettare una casa.

A volte una scelta apparentemente tecnica racconta molto più di quanto immaginiamo.

Il gas rende il fuoco visibile.

L’induzione lo rende invisibile.

Il primo ha qualcosa di istintivo, sensoriale, quasi ancestrale.

Il secondo è più discreto, preciso, tecnologico.

E questa differenza non riguarda soltanto il modo di cucinare. Riguarda anche la percezione che abbiamo dello spazio.

Il Feng Shui ci offre una chiave interessante

Nel Feng Shui il fuoco è uno dei cinque elementi e rappresenta energia, trasformazione, vitalità.

Ma questo non significa che il gas sia “Feng Shui” e l’induzione no.

La questione, piuttosto, è capire quanto vogliamo rendere presente il Fuoco nella nostra casa.

Con il gas lo vediamo.

Con l’induzione lo percepiamo attraverso il suo effetto.

È una differenza sottile, ma interessante: nel primo caso il fuoco diventa protagonista; nel secondo viene integrato nella tecnologia e nell’architettura.

E per fortuna è arrivata la tecnologia

Alla fine, però, non abbiamo dovuto scegliere tra lui e lei.

Per fortuna la tecnologia è intervenuta in mio aiuto.

Abbiamo trovato un piano che riusciva a mettere insieme le due esigenze: induzione e gas nello stesso piano cottura.

Così lui ha mantenuto il suo rapporto con la fiamma e lei ha ottenuto la superficie e la tecnologia che desiderava.

E, soprattutto, nessuno dei due ha dovuto rinunciare alla propria idea di cucina.

Perché progettare una casa per una coppia significa anche questo: non cercare sempre un compromesso, ma trovare soluzioni capaci di far convivere due identità.

Ed è forse questa la parte più bella del mio lavoro.

Non scegliere al posto delle persone.

Trovare il punto in cui le loro esigenze possono finalmente stare insieme.

Pensiero in Flow

La casa giusta non è quella in cui uno dei due cede. È quella in cui entrambi riescono a riconoscersi.

 

 

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