Se dico la parola casa …
Mindfulness

Se dico la parola casa, in quanti pensano a  famiglia?

Tanti se non tutti!

Non tutti però interpretano questo concetto allo stesso modo.

Se penso alla parola casa, penso alla famiglia sinonimo di appartenenza. Uno dei bisogni primari dell’essere umano.

Penso a una tavola apparecchiata, a voci che si sovrappongono, a oggetti che magari non sceglierei mai in un catalogo ma che hanno dentro pezzi di vita.

Per qualcuno invece casa significa amici. È il posto dove accogliere, ridere, condividere, organizzare una serata che poi finisce sempre troppo tardi.

Per qualcun altro casa è lavoro. Un angolo con il computer acceso, idee che nascono, telefonate, progetti, la sensazione di avere costruito il proprio spazio nel mondo.

Per altri ancora casa può essere legata ai problemi. Un luogo che racconta fatiche, discussioni, cambiamenti, ricordi che non sempre fanno sorridere.

Per la psicologia

La parola “casa” è una delle poche che non descrive solo un luogo.

Descrive una relazione.

Per questo quando entro in una casa non guardo solo pareti, mobili e colori. Cerco di capire cosa quella casa rappresenta per chi la vive.

Perché lo stesso divano può essere: il posto delle coccole, il posto delle chiacchiere, il posto dove si lavora, oppure semplicemente il posto dove finalmente ci si siede dopo una giornata lunga.

L’oggetto è lo stesso. La storia cambia tutto.

Anche il progetto di una casa nasce da questa domanda:

“Che cosa succede qui dentro?”

Non solo: “Che stile ti piace?”

Perché uno spazio può essere elegante, moderno, impeccabile…

ma se non incontra la vita di chi lo abita rischia di diventare solo una bella scenografia.

Forse arredare non significa riempire una casa.

Significa darle il giusto sfondo alla nostra storia.

Pensiero In Flow

La casa non ha un significato universale.

Ha il significato che noi le abbiamo affidato.

E forse è proprio questo che la rende unica.

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